Modus Biennale Venezia 2017 on RivistaSegno

MODUS tecniche poetiche materiali nell’arte contemporanea_ Ca’ Faccanon, Venezia

Modus Biennale Venezia 2017 on Vogue

Flash 1. M-O-D-U-S, Ca’ Faccanon, San Marco 5016. In uno splendido palazzo raramente usato per esposizioni, Modus affronta l’uso della materia in arte attraverso i lavori di quasi venti artisti, fra cui Omar Galliani, Tang Hui, Lemeh42 e Zou Cao. Come in un ventre biologico, il visitatore viene qui introdotto nell’uso della pittura a olio, nei video e in materie come resine, sabbie e residui marini.

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Modus Biennale Venezia 2017 article on My Art Guides

Modus

Energie contemporanee. Una collettiva a Venezia

Energie contemporanee. Una collettiva a Venezia

Lori Adragna

Ca’ Faccanon, Venezia – fino al 26 novembre 2017. Selezionata tra gli eventi collaterali della 57. Biennale d’Arte, l’esposizione veneziana indaga la materia che costituisce l’opera d’arte. Attraverso i lavori di diciassette artisti, tra Occidente e Oriente.

La vasta superficie open space al primo piano di Ca’ Faccanon, uno splendido palazzo dall’architettura gotico veneziana, ospita Modus. Tecniche, poetiche, materiali nell’arte contemporanea, a cura di Martina Cavallarin ed Eleonora Frattarolo.                                   Protagonista della mostra è la materia che costituisce l’opera d’arte, in un’analisi narrativa che include le innovazioni scientifiche e le tecniche compartecipi nel generarne la forma, nonché gli esiti poetici, attraverso gli interventi di diciassette artisti. È un percorso espositivo in penombra che coinvolge lo spettatore, catapultato quasi all’interno di uno spazio primigenio, archetipo dell’energia generatrice che permane come sostrato nel divenire dei mutamenti. L’allestimento privilegia la luce artificiale che, puntata con efficacia sulle singole installazioni, ne riverbera l’unicità e al tempo stesso esalta il senso creativo legato all’idea di connessione.

– Lori Adragna-Artribune

Presentazione catalogo “Stanze della Meraviglia” Esotismo Fantastico Incanto nella Rocchetta Mattei presso Cubo Unipol Bologna 28 Settembre 2016 ore 18

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28 Settembre 2016 ore 18

Presentazione catalogo

“Stanze della Meraviglia” Esotismo Fantastico Incanto nella Rocchetta Mattei presso Cubo Unipol Bologna

 

Drawing Renaissance on e20romagna

‘LEMEH42 Drawing Renaissance’ alla galleria L’ARIETE artecontemporanea.

10 settembre ore 18:30 – 17 settembre ore 0:00

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L E M E H 4 2

DRAWING RENAISSANCE

opening sabato 10 settembre 2016 ore18

10 09 | 20 10 2016

lun gio ven sab 15.30 19.30 mar mer 15.30 17.30

GEPGiornate Europee del Patrimonio 2016 |domenica 25 09 apertura ore 16|19

AMACIGiornata del Contemporaneo 2016 | sabato 15 10 apertura ore 15.30|20

In mostra un progetto ideato per gli spazi della Galleria da LEMEH42, artista apprezzato nel panorama delle giovani generazioni, autore di videoanimazioni, graffiti su vetro, wall drawings che hanno ricevuto segnalazioni e premi in numerosi contesti internazionali. Drawing Renaissance è il titolo di una installazione di venti opere a tecnica mista su tela che, come scrive l’artista, sono un omaggio necessario al disegno e alla sua storia profondamente legata alla storia dell’arte italiana e internazionale. Una riflessione su disegno rinascimentale e rinascimento del disegno, espressione che ha costituito la nervatura di tanta parte della genesi artistica fino alle espressioni contemporanee del graffitismo e alla videoarte che trova nelle declinazioni di William Kentridge esempi di straordinaria sintesi fra tecnica e poetica. In ‘Drawing Renaissance’ l’autore riflette sullo specifico del disegno contemporaneo lavorando su disegni ispirati a opere rinascimentali che attraverso cancellature, segni, interventi di matrice graffitista diventano frames dell’immaginario visivo contemporaneo. Un lungo lavoro di addizione e sottrazione di materia, tratti di matita a carboncino che si sovrappongono e cancellazione degli stessi tratti, alla ricerca di un equilibrio fra instabilità del processo creativo e compiutezza dell’immagine.

LEMEH42 nasce nel 1978 in provincia di Ancona, nel 2000 a Londra si avvicina alla fotografia, nel 2003 si laurea in Italia con una tesi sperimentale sulla poesia del poeta gallese Dylan Thomas presentando un’opera video realizzata con scatti fotografici. Nello stesso anno vince il premio per il miglior portfolio a Savignano Immagine che gli permetterà l’anno seguente di partecipare al Toscana Photograhic Workshop con Michael Ackerman. Nel 2006 grazie all’opera “I know you are but what am I” viene invitato a Parigi da Pépinieres Européennes pour Jeunes Artistes alla Nuit Européenne pour la Jeune Creation. Sempre nel 2006 viene invitato da Marisa Vescovo a SerrOne Biennale internazionale di artisti emergenti a Monza. Negli anni successivi le sue opere video vengono selezionate e premiate in numerosi festival di video arte internazionali (The 809 International New Image Art Festival, Yichang City China, FILE 08 Sao Paulo Brasile, New Media Art Biennale Madeira Portogallo). Nel 2009 vince a Bologna il Premio Iceberg e rappresenta l’Italia alla Biennale Europea dei Giovani Artisti a Skopje, Macedonia. Dallo stesso anno L’Ariete artecontemporanea diviene la sua galleria di riferimento. Nel 2015 tiene in Galleria la mostra ‘2004|2014 video animazioni vetri graffiati’, con catalogo monografico a cura di Eleonora Frattarolo in cui ripercorre dieci anni di ricerca multimediale, evento nell’ambito del progetto internazionale ‘Macrocosmi|Ordnungen der Anderer Art Bologna Berlino’. Le ispirazioni della ricerca di LEMEH42 spaziano dalle suggestioni della scienza all’arte contemporanea, fino all’avanguardia letteraria.

Drawing Renaissance on Artribune

Lemeh42 – Drawing Renaissance

Lemeh42 - Drawing Renaissance

L’ARIETE ARTECONTEMPORANEA – VIA D’AZEGLIO

Via D’azeglio 42
+39 3489870574
sito web

In mostra un progetto ideato per gli spazi della Galleria da LEMEH42, artista apprezzato nel panorama delle giovani generazioni, autore di videoanimazioni, graffiti su vetro, wall drawings che hanno ricevuto segnalazioni e premi in numerosi contesti internazionali.
Drawing Renaissance è il titolo di una installazione di venti opere a tecnica mista su tela che, come scrive l’artista, sono un omaggio necessario al disegno e alla sua storia profondamente legata alla storia dell’arte italiana e internazionale. Una riflessione su disegno rinascimentale e rinascimento del disegno, espressione che ha costituito la nervatura di tanta parte della genesi artistica fino alle espressioni contemporanee del graffitismo e alla videoarte che trova nelle declinazioni di William Kentridge esempi di straordinaria sintesi fra tecnica e poetica. In ‘Drawing Renaissance’ l’autore riflette sullo specifico del disegno contemporaneo, lavorando su disegni ispirati a opere rinascimentali che attraverso cancellature, segni, interventi di matrice graffitista diventano frames dell’immaginario visivo contemporaneo. Un lungo lavoro di addizione e sottrazione di materia, tratti di matita a carboncino che si sovrappongono e cancellazione degli stessi tratti, alla ricerca di un equilibrio fra instabilità del processo creativo e compiutezza dell’immagine.

LEMEH42 nasce nel 1978 in provincia di Ancona, nel 2000 a Londra si avvicina alla fotografia, nel 2003 si laurea in Italia con una tesi sperimentale sulla poesia del poeta gallese Dylan Thomas presentando un’opera video realizzata con scatti fotografici. Nello stesso anno vince il premio per il miglio portfolio a Savignano Immagine che gli permetterà l’anno seguente di partecipare al Toscana Photograhic Workshop con Michael Ackerman. Nel 2006 grazie all’opera “I know you are but what am I” viene invitato a Parigi da Pépinieres Européennes pour Jeunes Artistes alla Nuit Européenne pour la Jeune Creation. Sempre nel 2006 viene invitato da Marisa Vescovo a SerrOne Biennale internazionale di artisti emergenti a Monza. Negli anni successivi le sue opere video vengono selezionate e premiate in numerosi festival di video arte internazionali (The 809 International New Image Art Festival, Yichang City Cina, FILE 08 Sao Paulo Brasile, New Media Art Biennale, Madeira Portogallo). Nel 2009 vince a Bologna il Premio Iceberg e rappresenta l’Italia alla Biennale Europea dei Giovani Artisti a Skopje, Macedonia. Dallo stesso anno l’Ariete artecontemporanea diviene la sua galleria di riferimento. Nel 2015 tiene in Galleria la mostra ‘2004|2014 video animazioni vetri graffiati’ con catalogo monografico a cura di Eleonora Frattarolo in cui ripercorre dieci anni di ricerca multimediale, nell’ambito del progetto internazionale “Macrocosmi. Ordnungen der Anderer Art Bologna Berlino’. Le ispirazioni della ricerca di LEMEH42 spaziano dalle suggestioni della scienza all’arte contemporanea, fino all’avanguardia letteraria.

info-box

Orario:
lun gio ven sab 15.30 19.30 | mar mer 15.30 17.30
Vernissage:
10/09/2016 – ore 18
Genere:
arte contemporanea, personale, video
Autori: Lemeh42

Drawing Renaissance on MagazineArt

LEMEH42. drawing renaissance

LEMEH42. drawing renaissance

In mostra un progetto ideato per gli spazi della Galleria da LEMEH42, artista apprezzato nel panorama delle giovani generazioni, autore di videoanimazioni, graffiti su vetro, wall drawings che hanno ricevuto segnalazioni e premi in numerosi contesti internazionali. Drawing Renaissance è il titolo di una installazione di venti opere a tecnica mista su tela che, come scrive l’artista, sono un omaggio necessario al disegno e alla sua storia profondamente legata alla storia dell’arte italiana e internazionale. Una riflessione su disegno rinascimentale e rinascimento del disegno, espressione che ha costituito la nervatura di tanta parte della genesi artistica fino alle espressioni contemporanee del graffitismo e alla videoarte che trova nelle declinazioni di William Kentridge esempi di straordinaria sintesi fra tecnica e poetica. In ‘Drawing Renaissance’ l’autore riflette sullo specifico del disegno contemporaneo lavorando su disegni ispirati a opere rinascimentali che attraverso cancellature, segni, interventi di matrice graffitista diventano frames dell’immaginario visivo contemporaneo. Un lungo lavoro di addizione e sottrazione di materia, tratti di matita a carboncino che si sovrappongono e cancellazione degli stessi tratti, alla ricerca di un equilibrio fra instabilità del processo creativo e compiutezza dell’immagine.

http://www.magazineart.net/mostre/lemeh42-drawing-renaissance.html

Drawing Renaissance su “Il Resto del Carlino” di Bologna

Sabato 10 settembre, in occasione dell’inaugurazione della mostra presso L’Ariete artecontemporanea, nella rubrica “Arte e dintorni” del Resto del Carlino d Bologna, si parla della mostra “Drawing Renaissance”.

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Drawing Renaissance su “La Repubblica” di Bologna

Sabato 10 settembre, su “La Repubblica” di Bologna, nella rubrica Week-end in mostra di Paola Naldi, si parla dell’inaugurazione della mostra.

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Matteo Galbiati intervista Lemeh42 – Espoarte Digital – Arteam Cup 2015

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Nel numero di Espoarte Digital 90 e 1/2, Matteo Galbiati intervista Lemeh42 in occasione della vincita di Arteam Cup 2015. In copertina trovate una foto dell’installazione “Ex Voto 8” e all’interno l’intervista e altre immagini tratte dal portfolio del premio.

In occasione della chiusura della mostra degli artisti selezionati all’Officina delle Zattere di Venezia (24 ottobre – 22 novembre 2015), esposizione che ha rappresentato il momento di presentazione dei 40 artisti delle due categorie (under e over 30) del Premio Arteam Cup 2015, abbiamo incontrato Lemeh42 che si è aggiudicato il primo premio della manifestazione: Vincitore Assoluto Arteam Cup 2015 e vincitore categoria Over 30.

Tra gli elementi chiave cui tieni molto, e che metti sempre in evidenza nelle tue presen- tazioni, ci sono i temi legati all’organizza- zione delle strutture spazio-temporali. Cosa intendi esattamente? Ci spieghi quali sono queste strutture? 

In tutto quello che ho fatto no ad ora, ho cercato di sovvertire le strutture stesse che ci re- legano alla condizione di esseri umani, come lo spazio ed il tempo. Fin dalle prime opere di matrice fotografica, che ho realizzato più di dieci anni fa, non tolleravo che una singola foto racchiudesse quel singolo attimo, perché per me quel singolo attimo era così ricco che una singola immagine non bastava. Per questo scattavo intere serie di foto, come a documentare il momento stesso, e poi le assemblavo per creare un’unica foto, più lunga, più duratura ed esaustiva. Nelle animazioni, in cui il fotogramma è bloccato tra quello precedente e quello successivo, cerco di depistare le aspettative dell’occhio di chi guarda e di far sì che ogni scena o momento non sia finito, ma continui ad aleggiare per tornare a riproporsi quando meno ce lo aspettiamo. Infine nell’ultima serie di lavori, i vetri graf ati, sono partito da alcune icone religiose, immagini fortemente radicate nelle nostre menti da migliaia di anni per servirmene per crearne di nuove. Queste nuove icone con- temporanee non vogliono anteporsi a quelle a cui mi sono ispirato. La loro forza sta proprio nel fatto che si rifanno ad immagini che hanno in sé una forza antropologicamente senza eguali ed è per questo motivo che chi le guarda le riconosce, pur non avendole mai viste, creando un corto circuito spazio temporale.

Nei tuoi lavori guidi sempre lo sguardo di chi osserva a scoprire qualcosa entro un processo che diventa quasi narrativo, come avviene questo processo di rivelazione?

Così come io amo sviscerare tutto quello che ho davanti agli occhi, fino quasi alla maniacalità, al fine di comprenderlo e farlo mio, inevitabilmente le mie opere, trattandosi di lavori che portano il mezzo stesso impiegato al limite, celano in sé molto di più di quello che sembra ad un primo sguardo. Le mie animazioni, ad esempio, ti lasciano volutamente senza fiato e solo dopo che le guardi e le riguardi trovi dei dettagli, dei riferimenti che ti svelano qualcosa di più. Molti riferimenti sono volutamente celati o talmente personali che nessuno probabilmente li scoprirà mai. Le ultime opere, i “vetri graffiati”, giocano su due livelli d’interazione ed interpretazione che ad un osservatore disattento sfuggono. Ogni opera è in sé una sfida, in tutti i sensi, una sfida per me, ma una sfida anche per chi guarda, credo che senza ciò non ci sia né ricerca, né innovazione stilistica.

Quali sono i temi che toccano il nervo scoperto della tua ricerca? A cosa sei maggior- mente sensibile?

Non mi prefiggo dei temi, non credo di essere legato a tematiche specifiche. Per citare Dylan Thomas: “Io creo un’immagine, vi applico quel tanto di potere intellettuale e critico che posseggo per generarne un’altra e lascio che questa nuova immagine contraddica la prima. Ciascuna immagine contiene in sé il germe della propria distruzione, e il mio metodo, così come io lo intendo, è un costante ergersi e crollare delle immagini che si sprigionano dal germe centrale, che è esso stesso distruttivo e costruttivo allo stesso tempo”.

Troviamo realtà e immaginazione? Cosa prevale nelle tue immagini?

Entrambe. Le mie immagini devono essere un equilibrato mix di realtà e immaginazione. Anche nella vita, quella “reale” fuori dal mio studio, mi rendo conto che cerco continuamente un equilibrio tra queste due costanti. Purtroppo però vedo che nel mondo là fuori c’è troppa realtà nella realtà e poca immaginazione nell’immaginazione.

Spesso i temi alti vengono “drammatizzati” lasciando accedere l’interesse di chi guarda ad un registro espressivo che, poco a poco, rivela il proprio contenuto profondo. Come riesci a non disperdere la forza del senso di quanto cerchi e di quanto vuoi comunicare?

Le mie opere hanno richiesto molto tempo per essere create. Non necessariamente tempo pratico impiegato nel realizzarle, ma tempo impiegato per concepirle mentalmente perfette, scevre da ogni debolezza. Solo così un’opera d’arte ha in sé quella forza per cui può essere chiamata tale.

Nascete come gruppo adesso lavori da solo. Cambia qualcosa per Lemeh42?

Assolutamente no. È stata una fase della mia vita molto importante che mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di conoscermi oggettivamente ancora meglio.

Mi ha sempre colpito la versatilità con cui passi da una tecnica all’altra: pittura, video, installazione, animazione… Come adatti i diversi registri linguistici nella coerenza complessiva che caratterizza la tua ricerca?

Molto spesso si commette l’errore di farsi fascinare dal nuovo mezzo espressivo e dalla tecnologia applicata al mondo dell’arte, è successo con la fotografia, con il video ed ora con l’interazione. Ciò che rende un’opera d’arte tale è la sua forza. La forza non è quindi il medium, la forza è l’idea, ciò che vogliamo esprimere, che rende appunto un’opera d’arte ciò che è. Come dicevo prima, bisogna spingere il mezzo espressivo impiegato al suo limite, il più vicino possibile al punto di rottura, piegarlo al nostro volere e non il contrario solo così c’è vera creazione.

Recentemente hai iniziato una nuova tipologia di opere. Ce ne racconti brevemente le specificità?

Queste nuove opere sono state realizzate con una tecnica che ho ribattezzato “vetro graf ato”. Utilizzo delle lastre di vetro di un determinato spessore, dipingo un lato della lastra di vetro con della vernice nera. Una volta asciutta, graffio via la vernice con dei piccoli strumenti di mia invenzione.

Quali sono le caratteristiche dell’opera Exvoto-8 che hai presentato all’Arteam Cup 2015 e che fa parte dell’ultimo ciclo di lavori? 

Quest’opera è un’installazione che ho concepito appositamente per il premio. I vetri graf ati che ho scelto fanno parte di una nuova serie più ampia di vetri graffiati dal titolo Holy Lines. Per la realizzazione di questi cinque vetri, come per il resto della serie, mi sono ispirato alle icone della religione cattolica, per lo più raffigurazioni di santi e immagini sacre che fanno parte dell’iconografia cristiana. Grazie alla tecnica che utilizzo i cinque vetri danno vita ad una nuova iconografia, contemporanea ma allo stesso tempo fortemente legata all’iconografia di riferimento, innovativa dal punto di vista stilistico e visivo ma non per questo blasfema o dissacratoria. Le linee che solcano questo ultimo ciclo di lavori, così come questi cinque vetri, sono negazioni stesse di linee, sono ciò che resta delle linee, bianchi squarci che nel distruggere e deturpare l’opera la rivelano ai nostri occhi.

Quali sono i prossimi impegni? Mostre, progetti?

Il 21 gennaio 2016 inaugurerò una mostra personale presso la Galleria Remomero a Beirut in Libano dal titolo Drawing Renaissance, una nuova serie di disegni su tela. Sarò poi presente ad Artfiera 2016 con la galleria L’Ariete artecontemporanea, la mia galleria di riferimento, ed in quest’occasione presenteremo Holy Lines la nuova serie di vetri graf ati da cui l’opera per il premio è stata estrapolata, ed una nuova videoanimazione. A settembre sarò di nuovo a Beirut per una residenza presso la Galleria Remomero per realizzare una nuova serie di vetri graffiati.